Un timbro datario personalizzato unisce in una sola impronta una data regolabile e un testo fisso: ragione sociale, dicitura, numero di iscrizione, logo. La scelta si gioca su tre elementi — quanto testo devi affiancare alla data, che forma deve avere l’impronta e con quale intensità userai il timbro.
Il datario semplice stampa solo la data e si usa per protocollare, datare la ricezione di un documento o marcare un passaggio. Il datario personalizzato aggiunge righe di testo sopra e sotto la data: è quello che serve quando l’impronta deve anche identificare chi la appone. La differenza di prezzo fra i due è contenuta, e nella pratica il personalizzato copre entrambe le esigenze.
I datari rotondi vanno dai 19 ai 45 mm di diametro e sono la scelta abituale di chi deve rispettare una forma circolare, per convenzione o per regolamento. I rettangolari coprono formati molto diversi, dai 9×26 mm dei modelli più compatti fino ai 116×70 mm dei Professional di grande formato. La regola è semplice: più testo devi far stare attorno alla data, più grande dev’essere l’impronta.
La gamma Printy è la linea di uso quotidiano: leggera, compatta, con cuscinetto inchiostrante integrato. La gamma Professional ha struttura metallica ed è costruita per un impiego intensivo e prolungato, con impronte fino a 116×70 mm. Se il timbro viene usato poche volte al giorno, Printy è sufficiente; se viene usato a ciclo continuo, Professional dura molto di più.
Datare la ricezione di un documento, marcare un protocollo, indicare la data di registrazione: è l’impiego più frequente e in genere richiede un’impronta compatta e una o due righe di testo. Chi deve anche numerare in sequenza trova la risposta nei timbri numeratori; le altre soluzioni da scrivania sono nella sezione timbri per ufficio.
In farmacia il datario accompagna la ragione sociale e viene usato con intensità elevata, spesso decine di volte al giorno: è il caso tipico in cui conviene la gamma Professional. Per le configurazioni già impostate su questo uso vedi la sezione timbri per farmacie.
Sulla documentazione di trasporto e sulle bolle il datario certifica il momento del passaggio. Qui servono impronte grandi e nitide, leggibili anche su carta ruvida e su moduli in più copie, e una montatura che regga l’uso ripetuto.
I modelli 46119, 46125, 46130, 46140 e 46145 coprono i diametri da 19 a 45 mm. Sono i datari rotondi più richiesti: quelli piccoli per la sola data, quelli dai 30 mm in su per data e testo circolare.
La famiglia rettangolare comprende i modelli 4810 e 4813 per le impronte più compatte, il 4850, e i formati maggiori 4724, 4726, 4727, 4729, 4731 e 4750, con impronte che arrivano a 38×75 mm. È la gamma che consente di affiancare alla data più righe di testo mantenendo un ingombro contenuto.
I modelli 5430, 5440, 5460, 5466, 5474, 5480, 54110, 54120 e 54126 costituiscono la gamma a struttura metallica, con impronte rettangolari dai 41×24 mm fino ai 116×70 mm, affiancati dal 54045 con impronta rotonda da 40-45 mm. Sono i datari professionali destinati all’uso intensivo, dove il timbro lavora tutto il giorno e deve mantenere l’impronta costante nel tempo.
La struttura consueta prevede il nome o la ragione sociale sopra la data e una dicitura funzionale sotto: “Ricevuto il”, “Protocollo n.”, “Registrato”, oppure l’indirizzo. Conviene tenere le due zone brevi: la data occupa la fascia centrale e togliere spazio a quella riduce la leggibilità di tutta l’impronta.
Il numero di righe utilizzabili dipende dal formato scelto. Su un’impronta piccola due righe complessive sono già il limite pratico; sui formati medi se ne gestiscono comodamente tre o quattro; solo sui Professional di grande formato si può andare oltre senza compromettere la lettura. Nel dubbio è meglio salire di formato che comprimere il testo.
Il logo si può inserire caricando il file nel configuratore. Funziona meglio un file vettoriale o un’immagine in bianco e nero ad alto contrasto: i timbri riproducono presenza o assenza di inchiostro, non sfumature, quindi le gradazioni di grigio e gli elementi molto sottili tendono a perdersi nell’impronta.
Il prezzo di un timbro datario personalizzato dipende dal formato dell’impronta, dalla gamma — Printy o Professional — e dalla complessità della personalizzazione. Il passaggio dalla plastica alla struttura metallica è il salto che incide di più; la presenza di un logo, a parità di formato, incide poco. Il prezzo aggiornato di ogni configurazione è indicato nella scheda del prodotto.
Se non sai quale formato scegliere, mandaci il testo che deve comparire nell’impronta: ti indichiamo il modello che lo contiene mantenendolo leggibile. Per tempi di produzione, spedizione e modalità di pagamento fai riferimento alle pagine informative e alle FAQ del sito.
La bandella con gli anni è l’elemento che stabilisce la vita utile di un datario: coprono tipicamente un intervallo di più anni, esaurito il quale il timbro continua a funzionare ma non riporta più l’anno corrente. È l’aspetto che vale la pena verificare al momento dell’acquisto, perché determina fra quanto tempo il timbro andrà sostituito.
Per il resto la manutenzione è quella di qualunque autoinchiostrante: quando l’impronta sbiadisce si sostituisce il cuscinetto, che trovi fra i cuscinetti per timbri, oppure si ravviva con l’inchiostro per timbri. Se invece cambia la ragione sociale o un dato, sui modelli che lo consentono non serve un timbro nuovo: si sostituisce la sola piastra di testo.
Printy vince su leggerezza, ingombro e prezzo ed è la scelta corretta per un uso normale da scrivania. Professional vince su durata, stabilità dell’impronta e formati disponibili, e si giustifica quando il timbro lavora molte volte al giorno o quando serve un’impronta più grande di quelle della gamma Printy.
Il datario riporta una data che si imposta a mano e resta invariata finché non la si cambia; il numeratore stampa una sequenza di cifre che avanza automaticamente. Chi protocolla ha spesso bisogno di entrambi, e in questo caso conviene valutare un’impronta che li combini.
| Gamma | Uso ideale | Vantaggi | Limiti |
|---|---|---|---|
| Printy rotondi | Impronte circolari per ufficio e studi | Compatti, leggeri, diametri da 19 a 45 mm | Spazio limitato per il testo sui diametri piccoli |
| Printy rettangolari | Data più righe di testo, uso quotidiano | Ampia scelta di formati, ottimo rapporto qualità-prezzo | Struttura in plastica, meno adatta al ciclo continuo |
| Professional | Uso intensivo e impronte di grande formato | Struttura metallica, impronta costante, fino a 116×70 mm | Più ingombranti e più costosi |
| Formato impronta | Righe gestibili | Contenuti tipici | Note |
|---|---|---|---|
| Fino a 20 mm o d.19–25 mm | 1–2 | Solo data, o data e una dicitura breve | Massima compattezza |
| Da 24×41 a 40×75 mm | 2–4 | Ragione sociale, data, dicitura | Il formato più versatile |
| Da 56×33 a 68×47 mm | 4–6 | Dati completi, eventuale logo | Gamma Professional |
| Da 85×55 a 116×70 mm | 6 e oltre | Intestazione completa con logo e dati fiscali | Richiede spazio adeguato sul documento |
Dipende dalla bandella degli anni montata sul modello, che copre un intervallo pluriennale. Esaurito quell’intervallo il timbro continua a stampare, ma non riporta più l’anno corrente. È il dato da verificare al momento dell’acquisto.
Sui modelli che prevedono la piastra di testo sostituibile sì: se cambia la ragione sociale, un indirizzo o una dicitura si sostituisce la sola piastra, mantenendo la montatura. Verifica la disponibilità del ricambio per il tuo modello prima di ordinare.
Il formato dipende dal modello. Va verificato nella scheda del prodotto prima dell’ordine, perché non è modificabile dopo.
Sì, caricando il file nel configuratore. Funzionano meglio i file vettoriali o le immagini in bianco e nero ad alto contrasto: il timbro non riproduce le sfumature.
Agendo sulle bandelle di giorno, mese e anno, secondo il sistema previsto dal modello. È un’operazione di pochi secondi, da ripetere a ogni cambio di data.
Sì, ed è il cuscinetto che si sta esaurendo. Si sostituisce o si ravviva con l’inchiostro adatto al modello. Non è un difetto del timbro.
Il datario ha una parte mobile con la data; il timbro aziendale riporta un’impronta fissa con i dati dell’azienda. Molte aziende usano entrambi, o un datario personalizzato che integra i dati principali.
È una questione di quanto testo deve stare attorno alla data e di eventuali vincoli di forma. A parità di superficie il rettangolare ospita più righe leggibili; il rotondo si sceglie quando la forma circolare è richiesta o preferita.